L'altra sera con la mia coinquilina abbiamo mangiato una salsiccia che poi si è rivelata essere scaduta perchè sono giorni che non stiamo tanto bene, quindi mi sono messa a leggere su internet cosa succede quando uno mangia la salsiccia scaduta. Cercando su Google ho trovato questa intervista a un marocchino, pubblicata sul Corriere della Sera nel lontano 1996. L'ho letta e mi ha messo una tristezza infinita che ancora ho il nodo alla gola. Leggetela anche voi e ditemi, per favore, che qualcosa è cambiato a distanza di 10 anni, e non in peggio. Ellafi, il narratore, ha pienamente ragione quando dice che il problema dell'Italia non è il razzismo ma l'indifferenza che non è solo verso gli extracomunitari ma anche tra gli italiani stessi..e ve lo dice una pisana a Firenze. I fiorentini sono conosciuti in tutto il mondo per essere dei burloni delle persone socievoli e alla mano..ma solo finchè non ci vivi in mezzo. Allora diventi uno dei tanti che incontri per strada e che se qualcuno ti deruba nessuno ti aiuta, se qualcuno ti infastidisce nessuno ti vede, se sei matto o hai dei problemi nessuno ti aiuta... Spero che nel resto del mondo, almeno in un Paese tra i tanti non sia così.
"MILANO . Sono stati i primi ad arrivare in massa, tanto che "marocchino" e' diventato sinonimo di "immigrato". Adesso sono i primi ad andarsene. Delusi. Arrabbiati. Sconfitti. Molti di quei pionieri stanno tornando in Marocco. O almeno cercano di lasciare l' Italia. Rachid Ellafi, 35 anni, di Casablanca, e' uno di loro: "Il sogno italiano e' finito . dice .. E stata solo un' illusione. I permessi di soggiorno, quest' ultimo decreto: sono una presa in giro. Siamo venuti qui perche' eravamo convinti che fosse meglio degli altri paesi: l' Italia della tolleranza, dei suoi immigrati nel mondo. E stato un errore. Un fallimento. Io sono scappato dall' Africa, ma qui tra gli italiani ho ritrovato l' Africa. Perche' no, gli italiani non sono razzisti. Sono indifferenti: ed e' piu' pericoloso". Ha lasciato i genitori a 20 anni per laurearsi in economia in Francia. Come rappresentante degli universitari, ha trattato di persona con il primo ministro Laurent Fabius. Ma quando gli mancava un anno a finire gli studi, la famiglia non ha piu' potuto mantenerlo. E Rachid e' arrivato a Milano. Ora, dopo 15 anni da emigrante, tutto il suo capitale riesce a stare in tre borse sportive: qualche vestito usato, due libri e cinquecentomila lire per pagare il treno e poi il traghetto fino a Tangeri. Meno di quanto aveva con se' il primo giorno. E partito cosi' dalla stazione Centrale. Portandosi dietro il ritratto di un' Italia da dimenticare, come l' hanno vissuta tanti immigrati della prima generazione: dalla Milano da bere alle code di qualche giorno fa davanti alle questure. "Qui . spiega Ellafi . se tu sei in regola o clandestino e' la stessa cosa. Non hai nessun diritto. Ora in Marocco devo ricominciare dal niente a 35 anni. Forse vado in un altro paese. Se togliessero l' embargo all' Irak, molti proverebbero li' . Tutti farebbero come me, se solo avessero il coraggio di guardare dentro la realta' . Perche' la nostra realta' fa paura. Bisogna provarla". "Sono arrivato nel luglio ' 87 . continua nel racconto .. Ho scelto l' Italia perche' mi hanno detto che qui non rischi mai. Entro da Chiasso in treno. Scendo a Milano Lambrate. Nessuno mi controlla. Il primo giorno chiedo ai connazionali cosa fare per non essere espulso. Allora ecco l' idea. Nascondo il passaporto alla Caritas di via Copernico. Quando la polizia mi controlla, dico di essere palestinese, perche' per i palestinesi non c' e' espulsione". "Seconda domanda della nuova vita: come avere i soldi? Senza i documenti e' impossibile lavorare. Mi spiegano che se vuoi mangiare c' e' la chiesa in piazza Sant' Angelo. Ma il mio problema e' l' integrazione. Mi ero dimenticato che l' Italia non e' la Francia. Penso di continuare gli studi. Mi presento alla Statale: gia' li' dicono che non riconoscono gli esami francesi. Chiedo ancora agli altri immigrati. Mi rispondono che in Italia l' unico modo di avere soldi e' : o il business della droga o le sigarette o fare il ladro. Scelgo di vendere sigarette, in piazzale Loreto. Ma hai sempre la Finanza dietro. Un giorno puoi guadagnare 80 mila lire. Spesso perdi tutto". "Dormivo dentro una macchina abbandonata, alla stazione Centrale. Prendevo le coperte alla chiesa. Ma la sera le coperte non c' erano piu' . Oppure trovavi un altro dentro. Stavo andando verso il nulla. E la societa' italiana a spingerti verso la criminalita' . Ripenso alle tre soluzioni. Il ladro rischia solo 3 mesi di prigione? Comincio. Rubo vestiti all' Upim, alla Standa per rivenderli al 50 per cento. Vado a vivere in una pensione di via Torino. Fino a quando mi arrestano, alla Rinascente di Monza". "Mi rilasciano con il foglio di via. Chiedo: che cos' e' il foglio di via? E gli altri immigrati: "Non ti preoccupare, lo butti via. Ma la prossima volta che ti controllano devi dare un altro nome". Li' ho cominciato a perdere la mia identita' . Smetto di rubare. Cerco lavoro. Niente. Mi ritrovo daccapo. Vado a fare il vucumpra' . I giocattoli li compravo in un negozio in via Tadino e li vendevo in piazza Duomo. Pero' ci sono anche i vigili. E l' unico modo per non rimetterci era la fuga. Una volta che sono scappato, ho capito un' altra cosa. Ho capito che facevo parte dell' architettura della piazza: perche' quando scappi con i vigili dietro, e' uno spettacolo per i turisti. Ma quando ti prendevano i giocattoli, l' unica soluzione per dimenticare era comprare il vino con i soldi che rimanevano. Vicino a me bevevano in tanti. Entravano nel Motta di piazza Duomo e facevano casino. Era un modo per fare uscire la rabbia. Allora li' inizia l' odio dei camerieri. Ma l' odio era reciproco". "Se vai al bar e ti siedi accanto agli italiani . ricorda Ellafi . loro vanno via. Succede dappertutto. Come al bar di piazza Cadorna. Nessuno ti parla. Se riesci a conoscere un italiano, scopri che e' un matto, un drogato o un barbone. A Cadorna sotto il metro' c' e' un bar caldo dove andavamo d' inverno. E sulla piazza, uno dove andavamo d' estate. I proprietari protestavano. Diventavi un problema meteorologico. Il padrone di sotto aspettava l' estate per liberarsi di noi. Quello di sopra l' inverno. Quante volte hanno chiamato la polizia. Pero' la polizia quando viene a svuotarti le tasche, non trova mai niente. Tu agli agenti glielo dici: "Perche' ci controllate? Siamo sempre noi". E loro: "Facciamo il nostro lavoro". Eravamo ancora uno spettacolo". "Nel ' 90 esce la legge Martelli. Pero' scopriamo che anche con il permesso di soggiorno, gli italiani non ti assumono. Lavori in nero. O cosi' o niente. Comincio come manovale in una ditta edile di Lambrate. Abbiamo costruito una banca a Treviglio, sistemato case a Milano. C' erano tanti come me. E c' era Rocco, il caposquadra calabrese che ti ordinava di fare i buchi a mano nel cemento armato. Per gioco. Si' , senza motivo. Ho smesso dopo sei mesi quando mi hanno detto: "Da domani non abbiamo piu' bisogno". "A Natale con i soldi che avevo da parte, vado a visitare la famiglia. Dormivo al centro di accoglienza di via Giorgi. Torno dopo quasi due mesi e scopro che, per il Comune, non ho piu' diritto al letto. Ancora daccapo. Nessun amico. Nemmeno l' amore. Fidanzate mai. Vuol dire che se un immigrato vuole fare del sesso deve andare con una prostituta. Deve pagare. E cercare una prostituta extracomunitaria. Perche' un' italiana o una bianca dice no. E poi serve la macchina. Tra noi musulmani si scherza dicendo che siamo come i preti". "Finalmente trovo un lavoro stagionale per un paio d' anni. Come guardia notturna ai tendoni di "Vacanze a Milano". E poi alle feste estive vicino al Forum di Assago. Mi danno un milione e mezzo: 400 mila in regola, il resto in nero. Mi fanno togliere le date dai pacchi di salsiccia scaduta. Una volta la pasta fresca per la pizza era finita. Il gestore mi ordina di usare la pasta congelata. Una confezione troppo vecchia si spezza e io la butto via. Lui la trova, mi fa una scenata dicendo che non avevo imparato niente dall' Italia. Prende la pasta dalla spazzatura e la infila nel micronde per servirla come trancio. E li' che mi sono convinto che, scappato dall' Africa, mi sono ritrovato in Africa. Stavo al centro comunale di via Moncucco. Passo l' estate a Rimini a fare il vucumpra' . Dormo in una casa abbandonata: nei campeggi non civogliono. Ma mi sentivo me stesso perche' avevo fatto amicizia con delle ragazze. Erano tedesche e svizzere. Italiane, no. Cosi' ho cominciato a pensare che in Italia noi immigrati stiamo perdendo il nostro tempo. Quando arrivo a Milano, il centro di via Moncucco non c' e' piu' perche' la Lega ha vinto le elezioni e l' ha chiuso. Avevano messo in giro anche tanti vigili. Cosi' torniamo a dormire su una macchina. Mi improvviso cartomante, la sera a Brera. Io, senza futuro, leggevo il futuro agli italiani". "Poi sono stato in un centro della Caritas, vicino a Linate. Un bel centro. Ma a 35 anni, ti trattano ancora come un bambino. Una volta alla settimana portano i ragazzi degli oratori per giocare con noi a carte o a dama. Per loro l' integrazione e' questa. Gli ultimi mesi li ho passati in provincia di Como. Pensavo che nei paesi piccoli fosse piu' facile. Invece no: sei sempre un marocchino"."
tratto da http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/05/Italia_addio_sogno_finito__co_0_9602057991.shtml
giovedì 12 marzo 2009
Dopo 10 anni non è cambiato niente
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Etichette: Domande senza risposta, Sfilosofia
domenica 22 febbraio 2009
Per la serie Worst songs ever
Purtroppo su youtube è stato disattivato il codice per incorporare il video al post, però per favore andate a vederlo perchè io lo metterei in vetta alla classifica per questo inizio 2009!
I fortunati sono i MetroStation con Shake It...e solo perchè ancora non ho sentito nessuna canzone di Sanremo!
ARG! E scopro solo ora che sono usciti fuori grazie a Hannah Montana!!! Ma ditemi voi!
Quello di sinistra poverino... e 'un s'affronta!

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Etichette: Worst song ever
mercoledì 21 gennaio 2009
No soldi, no party
Questa chiaramente è una polemica. E' una polemica generalizzata a tutte le università ma in particolare a quella che frequento: l'Università degli Studi di Firenze. Ho quasi 30 anni, ho iniziato a studiare tardi e per vari motivi non ho ancora finito il corso dei 3 anni di Informatica. Il mondo del lavoro chiede sicuramente gente giovane e, visto che io non rientro più in questa categoria, è necessario che io abbia delle qualifiche, specializzazioni o meglio skills (come va ora tanto di moda) da offrire ai miei futuri datori di lavoro. Per questo ogni giorno cerco di aggiornarmi e stare al passo coi tempi, e mi capirete se vi dico che in questo campo è anche più difficile!
Fatta questa premessa, ecco che vi spiego la causa della mia indignazione. Sono all'ultimo anno di Informatica e finalmente posso dire che questo corso di laurea mi ha profondamente deluso per svariati motivi che non starò qui a elencare ma che penso condividano con me tutte le persone che studiano nelle università italiane, in special modo quelle tecnico-scientifiche. Non soddisfatta della mia formazione cerco degli stimoli ulteriori e trovo alcune iniziative anche molto interessanti. Il problema è uno solo: sono inaccessibili. Inaccessibili a chi, come me, sono anni che vive fuori di casa e non apporta nessun reddito alla famiglia, ma solo spese.
Nel particolare, qualche giorno fa ho visto un master molto interessante che mi piacerebbe fare una volta finiti i 3 anni. Questo master (tale Master in Multimedia Content Design) è organizzato dalla RAI in collaborazione con l'Università di Firenze, dura un anno e costa 6.000€. Ebbene si! Seimila euro. La mia domanda è: dove li trovo io 6.000 euro? Ci rifletto un pò e decido di lasciar perdere, probabilmente non ne vale la pena. Cerco oltre, trovo dei corsi di "approfondimento" di informatica forniti dall'università degli studi di Firenze. Penso: bello! Vediamo un pò cosa c'è a disposizione! Guardo i vari corsi offerti e ne trovo un paio interessanti, costo medio 800€ con - attenzione attenzione - speciale sconto del 50% per gli studenti dell'ateneo. Facendo due conti, e non ci vuole la scienza, andrei a spendere 400€ per un solo corso.
Esempio: il corso che mi interessava era su Javascript e Ajax, costo 760€ (questo è economico), con lo sconto del 50% sarebbero 380€. Vado su IBS, inserisco nella barra di ricerca le parole chiave "javascript" e "ajax", risultato Programmare con JavaScript. Dalle basi ad Ajax, prezzo 22,90€.
Ora, anche se questo libro una volta acquistato non mi soddisfacesse potrei sempre comprarmene altri 19 al prezzo indicativo di 20€ l'uno. Supponendo che troverò il libro che mi interessa in media dopo 10 libri (arrotondando per eccesso), avro speso 200€ e quindi avrò risparmiato 180€.
E tutto ciò, per concludere con un'altra pubblicità, era per dire:
Corso di specializzazione: 760€ ....con Mastercard
Il Master che hai sempre sognato: 6000€ .....con Mastercard
L'istruzione ....non ha prezzo con Mastercard!
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mercoledì 7 gennaio 2009
La migliore canzone di sempre
My friends all drive Porsches, I must make amends.
Worked hard all my lifetime, no help from my friends,
So oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz?
Oh Lord, won't you buy me a color TV?
Dialing For Dollars is trying to find me.
I wait for delivery each day until three,
So oh Lord, won't you buy me a color TV?
Oh Lord, won't you buy me a night on the town?
I'm counting on you, Lord, please don't let me down.
Prove that you love me & buy the next round,
Oh Lord, won't you buy me a night on the town?
Everybody!
Oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz?
My friends all drive Porsches, I must make amends,
Worked hard all my lifetime, no help from my friends,
So oh Lord, won't you buy me a Mercedes Benz?
Listen on LastFM
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